Chi è Pikappa?

Pikappa era il mio fumetto preferito. All’apparenza era solo un Paperinik, una versione mascherata di Paperino. In realtà Pikappa era un vero e proprio eroe, di quelli che preferirebbero avere una vita normale piuttosto che fare gli eroi, di quelli che si feriscono e sbagliano. Ma che alla fine sanno di dover continuare facendo il loro dovere.

Pk è anche la sigla utilizzata dai Parkour, quegli artisti che attraversano le città saltando e scavalcando gli ostacoli. Paradossalmente, sono come loro: sempre pronto a trovare un ostacolo nuovo, a scavalcarlo e affrontarlo. Può essere un’idea o un gradino, un esame o un lavoro, può essere in me o dentro me. Ma i percorsi sono belli proprio per i loro ostacoli.

Per questo e tanto altro, io sono Pikappa.

P.S. Sì è vero, Pk è anche un modello di mitragliatrice, ma per ora non ne parliamo :).

Passiamo la notte in bianco insieme?

Perchè in questi giorni ho postato pochissimo: perchè VareseNews è mediapartner della prima Notte Bianca di Varese (che si svolge questa notte), quindi per me sono state giornate di delirio. Di sicuro ho potuto vedere con i miei stessi occhi tutto l’impegno profuso in questo evento che, se i varesotti sapranno accettare senza mettersi il solito “musaccio”, non potrà che fare bene a tutti. Lo ripeto per l’ennesima volta: 120 eventi, quindi c’è qualcosa per tutti.

Io sarò alla redazione sotto le stelle di VareseNews, tutta notta. Potete passare a trovarmi, è un gazebo in piazza Monte Grappa. Se poi scattate qualche foto, vi libero la scheda di memoria e pubblichiamo una bella galleria.

Foooorza, non mancate se siete di queste parti!

Tutto pronto per la Notte Bianca.
Anche Noi

Sorprese francesi

Non so perché ma solo settimana scorsa mi sono deciso ad ascoltare Végétal, album di Emilie Simon successore della colonna sonora della Marcia dell’Imperatore (il documentario sui pinguini, per intenderci). L’album è del 2006 ma forse temevo una cocente delusione, perché l’aspettativa era alta. La sua colonna sonora, infatti, è forse stata l’unica colonna sonora piacevole anche come album degli ultimi anni, lontana dai clichè disneyani (tanto che negli Usa hanno deciso di sostiturila con qualcosa di meno electro e più banale).

Comunque, in Végétal questa volta l’elemento di base non è il ghiaccio, ma il rumore di foglie e piante. La cosa innovativa è che spesso l’album è persino sbarazzino e divertente. Peccato che la maggior parte dei brani sia in francese, cosa che le provocherà sempre ostacoli qui in Italia. Ma questa è musica francese fatta bene, non quel nazionalpopolare a cui pensiamo sempre.

Per qualcosa di orecchiabile e immediato, provate ad ascoltare “Never Fall In Love”.

Fauxto: "Caro Google, un consiglio per gli acquisti"

Da quando, al ritorno dall’Egitto, il mio Mac Mini ha deciso di dormire in un eterno kernel panic, cosa che mi ha costretto a piallarlo, ho resistito alla tentazione di reinstallare Photoshop. L’esperienza di Photoshop sul Mini è terribile, considerando poi che mi serviva solo a sistemare qualche immagine per post e servizi sul web, nemmeno da stampa.

Per qualche periodo mi sono accontentato di ChocoFlop ma mi ha tradito anche lui. Così alla disperata ho cercato un editor di immagini cazzuto online, e che scopro? Forse l’acqua calda, ma ho scoperto Fauxto. Ha anche i layer e funziona benissimo in Firefox. Lo adoro, non sentirò la mancanza del software e lo userò anche in redazione.

Solo una cosa mi serve adesso. Google, già che sei in periodo di shopping, non è che lo compri e me lo integri nell’account? Grassssie!

Lei canta

Non avrei mai pensato di arrivare a passare due ore sotto la pioggia per vedere un concerto di Laura Pausini. E invece così è stato, e ne sono contento. Non dico di voler fare revisionismo, ma prima di iniziare la Pausini ha dedicato il concerto alle “donne con due palle così”, e di palle lei ha dimostrato di averne. Ci vuole fisico, e coraggio, per affrontare uno stadio così senza concedersi mai una pausa, in acuto costante per superare la cattiva sonorizzazione e le voci del pubblico. Perché sì, tutti conoscevano tutti i brani, per un impressionante unisono al quale non ho mai assistito in vita mia. Non basta essere commerciali per costruirsi una carriera così, bisogna saper fare delle scelte.
Forse il suo modo di cantare non piacerà a tutti, ma ci sono orgoglio, determinazione e semplicità in quello che fa. E una grinta da rock star, l’ho detto. Ieri poi era anche sinceramente emozionata, in un mix di dolcezza e durezza che mi ha sorpreso. Come il mix “La Isla Bonita + La mia banda suona il rock”, decisamente divertente. Sapete che vi dico? Se lo merita, e nessuno del pubblica ha lontanamente pensato di allontanarsi dallo stadio nonostante il nubifragio.

Ah, su YouTube trovate già alcuni video. Mentre, per quel che riguarda la recensione di Mario Luzzatto Fegiz, beh mi sembra sinceramente imbarazzata e confusa, a metà tra chi si è divertito e chi vuole fare polemica. Nessuna novità, io Fegiz l’ho sempre odiato.

Ripple: il motore di ricerca solidale

Non tutti amano i banner, e lo capisco. Ma quelli di Ripple dovete amarli. Ripple è un motore di ricerca con tecnologia Google, anzi un vero e proprio clone di Google e comodo uguale.

Con una piccola differenza, tutti i ricavati di Google Adsense assegnati da Google ai ragazzi di Ripple vengono devoluti in beneficenza. Idea decisamente intelligente: Ripple è comodo quanto Google e in più fa del bene. Mettetelo nella vostra homepage o nella toolbar del vostro browser, non è certo faticoso. Potete anche integrarlo nel vostro sito o blog, come vedete qui.

Give Education

Ho scoperto Ripple da un post di Luca Delloiacovo su Panorama.it. Pare che le cose per i ragazzi non vadano male, ed hanno trovato grandi sponsor come Microsoft, ma è fondamentale il passaparola. Tra l’altro noto che Ripple usa una tecnologia Google Co-Op. Sarebbe interessante adattarlo per ricercare siti nelle varie lingue, per usarlo al posto di Google.it. Oppure qualcuno potrebbe “riciclare” l’idea devolvendo i fondi a società no-profit italiane. Non sarebbe proprio male, iniziamo a parlarne.

La prossima volta divento monarchico

Non sono morto e non sono pigro. E’ solo che soffro di jet-lag postelettorale. Lunedì ho dovuto seguire gli scrutini di Como, provincia e comune, per VareseNews. Alle 11 di sera vedevo l’orizzonte, mancavano solo due seggi. Poi improvvisamente dalla pagina della prefettura ne sono scomparsi 40. Non chiedetemi perché, so solo che ero sull’orlo delle lacrime. Così i miei colleghi che si sono sciroppati Varese hanno finito prima di me, che ho avuto i dati della provincia alle 5 e quelli del comune alle 7. Che poi chi vince qui si sa sempre, ma lasciamo perdere. Da quel giorno ho iniziato a trasformarmi in un pipistrello, sveglio di notte e addormentato di giorno. Aiuto.

di Simone Gambirasio Inviato su regular