Immobile Me

David Pogue non ha belle parole nei confronti di Mobile Me, il servizio di cloud computing lanciato da Apple e pensato per gli utenti iPhone. Effettivamente ha tutte le sante ragioni: in pochi al giorno d’oggi hanno il coraggio di chiedere soldi per un servizio web, Apple lo fa e che succede? Succede che la web-app di Mobile Me, nei primi giorni, è risultata infinitamente meno stabile di GMail. In molti, me compreso, non hanno potuto accedere alla propria posta via web. Così, improvvisamente, senza un “Scusa ti sposti un attimo che lavo il pavimento?”.

Del push su iPhone e Touch non posso proprio lamentarmi funziona bene da queste parti, ed è davvero piacevole. E non mi lamento nemmeno del “finto push” su Mac e Windows, 15 minuti di ritardo cambiano la vita a pochi.

Ma non poter accedere alla propria posta anche per due ore consecutive, è assurdo. È come affidare la propria e-mail a Twitter, non ad Apple.
Fino ad ora da Cupertino poche le spiegazioni, a parte un inquietante mese di abbonamento in regalo (cosa cambia? il rinnovo è annuale…) con alcuni convenevoli. Evidentemente non sono così abituati a sbagliare clamorosamente, non oso immaginare il rotolamento di teste in queste ore.

Le beta si fanno solo quando non si chiedono soldi.
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