La Toffoli virale

Per il debutto di Elisa negli Usa, la casa discografica ha preparato quello che chiama un “video virale” del singolo Rainbow. In buona sostanza si tratta di un videoclip del remix americano della canzone (non mi piace molto, sembra la versione italiana ritagliata) con i ballerini di So You Think You Can Dance. Il programma, simile a Saranno Famosi, ha reso Elisa celebre oltreoceano usando un suo brano per le coreografie, ma questo ormai si sa. Il video è stato caricato di peso su Last.fm, YouTube e simili. Ah, e poi il nome d’arte Elisa lì non si usa più, la chiamano Elisa Toffoli.

In compenso, nel sito ufficiale americano, lei è più bella che mai.

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Repliche alla replica

Dopo la pubblicazione sul Manteblog della risposta che Fastweb ha dato al mio articolo su VareseNews, ho ricevuto diverse email da alcuni di voi. In molti mi chiedete di smentire il fatto che FastWeb protegga l’identificativo degli utenti per il semplice fatto di usare NAT. 

Concordo perfettamente con voi, anche se non credo che la lettera dell’operatore intendesse questo. Ovvio che l’operatore possa comunicare alle autorità i dettagli sulla navigazione e l’identità degli utenti, però credo volessero dire che il semplice redirect non permette ad un sito esterno di individuare autonomamente un computer in senso univoco. In ogni caso, anche dopo le verifiche del caso, le vostre repliche appariranno sotto forma di lettera sul giornale. 
La cosa più interessante della posizione dell’operatore, come ha segnalato lo stesso Massimo Mantellini, è che sembra evidente una differenza tra l’ordine del giudice bergamasco e l’applicazione data dalla polizia giudiziaria.
Grazie per le email nel frattempo!

Come dal parrucchiere

Ho parlato di Mygazines su VareseNews proprio ieri. L’idea di condividere le riviste chiedendo agli utenti di scannerizzarle sembra pazza, anche perché passare allo scanner 100 pagine richiede del tempo. Sembra però che stia funzionando: su Mygazines ci si può già trovare di tutto, dal catalogo Ikea ad Esquire, passando da Wired e Vanity Fair. Ci sono anche riviste italiane come Panorama e Flair.
Se gli editori detestano Mygazines e ne chiedono la chiusura, a salvare quel sito dovrebbero pensarci almeno i free-press. L’interfaccia creata per sfogliare le pagine è la migliore che io abbia visto fino ad ora, deliziosa. Sarebbe un veicolo di diffusione non da poco, considerando che la pubblicità non viene eliminata e che la rivista non è scaricabile. Non a caso la lettura migliore, al momento, è stata quella di Giungla Magazine: adoro questa e-zine, così è ancora più facile da leggere sul MacBook.

Comunicati estivi

Oggi ho ricevuto un comunicato da un collega davvero impeccabile, un professionista, che però mi ha fatto scaravoltare dal ridere. Si parla di frattura del pene. Non è una leggenda metropolitana, esiste davvero. Righe divine in ogni momento, con tanto di tocco thriller quando si parla di palloncini che esplodono. Quello che mi chiedo è: a cosa cavolo stava pensando il tipo in bicicletta?


Si scrive “frattura del pene”, si legge maschi italiani troppo focosi in amore. Soprattutto dal ritorno delle ferie estive. Nella sola provincia di Treviso, stando ai dati diffusi dall’ospedale Ca’ Foncello, ogni anno almeno 3-4 uomini vengono ricoverati d’urgenza per frattura del pene, ossia la lacerazione, più o meno grave, dell’involucro rigido chiamato tubica albuginea, dove si gonfiano i corpi cavernosi. Si tratta, tipicamente, di traumi derivanti da rapporti sessuali vigorosi nei quali l’uomo “perde il controllo” della situazione. In Italia, sono circa 100 i casi annui di fratture del pene che vengono riscontrati dalle strutture sanitarie. E in estate è molto più facile che i maschi italiani si lascino andare molto più che durante l’anno. «Una precisa casistica nazionale -spiega Edoardo Pescatori, responsabile dell’unità operativa di andrologia dell’Hesperia Hospital di Modena- non esiste perché non vi è un monitoraggio condiviso di tutte le strutture sanitarie. Certo è che i casi di frattura del pene nei maschi italiani sono una realtà. Nella stragande maggioranza dei casi questi sono il risultato di rapporti sessuali vigorosi con bruschi disassamenti del pene durante il coito, più frequente in uomini non sposati. Ma, in generale, ogni trauma subìto dal pene in erezione è a rischio per determinare una lacerzione dell’albuginea: il pene in erezione infatti è fragile se esposto a traumi: come un palloncino gonfio che, se pestato, esplode».

Esistono dei casi che, pur avendo dell’incredibile, esistono e hanno portato nelle sale di Pronto Soccorso uomini con fratture del pene per «rotolamento nel letto sopra la propria erezione» oppure per «la caduta da una mountain bike» o ancora in seguito alla «caduta delle tavoletta del WC sul pene eretto fino al caso limite di «caduta accidentale notturna dopo essere inciampato sul cane che dorme a fianco del letto». Storie fantastiche? «Direi proprio di no -continua Pescatori-. Le lesioni del pene possono avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza perché, non dimentichiamolo, l’organo genitale maschile, anche se “rigido”, è molto fragile e gli uomini non dovrebbero scordarlo». Se a questo si aggiunge che circa il 7% dei maschi italiani soffre di “curvatura del pene” (congenita o acquisita, come nel caso della frattura) si può notare quanto la sessualità maschile italiana, nel Terzo Millennio, non brilli in serenità. «Un recente studio -spiega il responsabile del reparto di andrologia dell’Hesperia Hospital- ha fatto luce sui numeri di questa patologia che, come nei casi di frattura del pene, prende il nome di induratio penis plastica o “malattia di La Peyronie” e che è, come sempre accade per le problematiche sessuali maschili, troppo sottovalutata». Tanto che, in casi seppur rari, alcuni uomini presentano curvature di 90 gradi e non si rivolgono a nessuno specialista. Le soluzioni? «Intervenire chirurgicamente con ottimi risultati» conclude l’andrologo. Ma soprattutto, come consigliano gli specialisti, «anche se perdere il controllo durante l’atto sessuale, talvolta, può essere appagante, gli uomini non devono dimenticare mai di mantenere saldamente le briglie della situazione».

Informazione turistica

Niente meglio di una canzoncina in stile Disneyland Paris per spiegarci che Pechino è una bella città da visitare. Se solo capissi una parola di quello che mi stanno dicendo…

Nel video appaiono anche la bambina vestita di rosso presente anche all’inaugurazione, cioè Vicky 2.0 (she’s a smaaaaall wonder…), oltre all’ormai celeberrimo Albano del sol levante.

di Simone Gambirasio Inviato su regular

Note vocali su iPhone


iLounge ha realizzato un’ottima recensione dei software di registrazione per iPhone. Per chi fa il giornalista o va in università sono veramente una manna dal cielo. Il migliore è risultato proprio il mio preferito: Speak Easy Voice Recorder. Vero è che ha un prezzo, 1,59€, ma è davvero un’applicazione ben fatta e curata nei particolari. Icone chiare e facili da toccare, possibilità di organizzare alla perfezione i file e un sistema di registrazione veloce per non perdere un istante di tempo. Insomma, uno di quei software che Apple dovrebbe acquistare e installare per default.

Se non volete pagare per la funzione di registrazione vocale, ci sono software meno specializzati ma comunque efficaci. Come YouNote, che oltre a prendere note vocali gestisce anche quelle di testo, disegni, pagine web e molto altro. Per chi ha la mania dell’ordine è insostituibile. Costa 0 €.

Perfezionismo

Il finto distacco dei commentatori Rai nei giudizi sulla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi prima fa ridere, poi innervosire. Mentre sui televisori appariva l’inimmaginabile, la cerimonia olimpica più spettacolare e significativa di sempre veniva spesso banalizzata in un infantile “Beh sì, artisticamente (chiariamo, artisticamente) è bella”, “Io mi aspettavo qualcosa di più dai cinesi”, “Ma perché non hanno citato la rivoluzione?”, “Molto autocelebrativo” etc. etc.

Già sono cronisti che, per tradizione, di spettacoli in generale non capiscono nulla. In più quest’anno provavano anche a metterci della politica o dei giudizi storici, sembravano aver paura della propria ombra. A mio parere è stato emozionante, di quella bellezza a tratti inquietante.

In compenso, Rai.tv sembra non aver retto lo streaming dell’inaugurazione. Yalp, ugualmente gratuito, si è dimostrato molto più affidabile.

Tu chiamale (se vuoi) emozioni


Prendere in mano la prima copia di un libro tutto tuo, che hai scritto con tanta passione e dedizione, è sempre un’emozione indescrivibile. Fortunatamente per me questa non è la prima volta, ma il sorriso che ti si stampa in faccia è sempre lo stesso.

Lo so, sarà stupido, è solo una guida tecnica forse. Eppure lo considero il mio terzo figlioletto :). Così oggi, nel bel mezzo di una riunione, ho ricevuto la prima copia del mio secondo libro per Hoepli. Dedicato, indovina indovinello, ad iPhone. 

Un’altra bella occasione scaturita dalla mia passione per Apple. Chiamatela azienda, ma per me è decisamente qualcosa di più speciale. Chi doveva essere ringraziato, per questa piccola grande impresa, lo sa già… ma grazie ancora.