Non ho bisogno di un viaggio in Irlanda

Diciamo anche che in meno di un mese, la mia mitica quattroruote supermotorizzata si è rotta due volte. Subito dopo Anche Io e subito dopo due settimane in cui ho dovuto chiudermi in casa a scrivere. La celebre sfiga che avanza.

Scene surreali come il superdirettore che ti spinge a mano fino alla scrivania (dopo essersi pure fatto male) possono capitare solo in una redazione a sua volta surreale come quella di VareseNews, dev’essere per questo che mi trovo a mio agio :).

È che chi le ripara, queste sedie, forse non vuole rendersi conto dell’urgenza della cosa. Non sto in casa a fare la maglia, un solo giorno bloccato è grave. Non trovo il rispetto per le mie esigenze, chi lavora in questo settore forse si sente più tranquillo pensando che non è poi una tragedia lasciarmi qualche giorno a casa. Professionalizzarmi significherebbe professionalizzare anche il loro servizio. E la legge delle concorrenza, purtroppo, qui non vale. 
Il peggio sembra passato, e qui si prova a rilassarsi. A dire il vero gran parte dei miei colleghi sta schiattando per l’ultima giornata dei Mondiali, ma sono giunto al limite di produzione zero, urge riposare. A presto blog!
Roberto Angelini – 12 anni


Simone è Mondiale

Dopo la stesura di una piccola opera omnia, tra poco spero di potervi dare più dettagli, su Varese (e su di me) sono piombati i Mondiali di Ciclismo. Qui ci sentiamo davvero al centro del mondo, con tanto di cerimonia di inaugurazione in stile olimpionico (ma con meno cinesi sincronizzati). Ovviamente il resto del mondo, dei mondiali di ciclismo, non si accorge più di tanto. È un peccato perché, a differenza di tour e giro, mi sembrano gare più pulite e con più giovani. Urge comunque un pomeriggio per dormire, se non stacco rischio davvero di sfracellarmi. Anche perché fino a dicembre non vedo spiragli di libertà.

Il quarto giorno si adagiò soddisfatto

La cena dei blogger è andata alla grande, come del resto tutta Anche Io. Sono davvero contento di aver conosciuto un sacco di gente interessante e, soprattutto, di aver incontrato alcune persone che avevo intervistato solo telefonicamente. A vedermi alcuni avevano la faccia un pochino perplessa, cosa che mi diverte un mondo (io cattivo…), ma come al solito quell’espressione è scomparsa immediatamente.

Lasciatemi recuperare le forze e, soprattutto, le ruote, poi spero di raccontarvi tutto al meglio. Per me è stata l’edizione delle prime volte: la prima volta che organizzo degli incontri, la prima volta che gestisco degli inviti, la prima volta che presento un evento. E, soprattutto, la mia prima vera cena dei blogger, la cosa che mi ha stupito di più.
E adesso si torna nei ranghi… scrivere, scrivere, scrivere!