iPhone vs Kindle: una sfida poco convinta

Un paio di giorni fa Luca De Biase ha segnalato sul suo blog un post di Joe Wikert, che sostanzialmente indicava in iPhone una minaccia al Kindle. Il Kindle è quel dispositivo di Amazon pensato per la lettura di libri digitali: sta riscuotendo un grande successo, anche se al momento viene venduto solo negli Stati Uniti.

Sicuramente iPhone ha dimostrato, in modo del tutto passivo e poco convinto, delle forti potenzialità come dispositivo per la lettura di eBook. Non bisogna però dimenticare tre limiti fondamentali, che rischiano di tenere la minaccia lontana ancora per diverso tempo:

Lo schermo. Per quanto il display di iPhone sia generoso e a buona definizione, non è pensato per la lettura. Il Kindle può essere orgoglioso del suo display in carta elettronica, pensato per non riflettere la luce e riposare la vista.
L’assenza di un approccio unitario. Mi spiego: è vero che nella sezione e-Book di App Store stanno spuntando diversi libri. Questo però significa dover acquistare una diversa applicazione per ogni libro. In più, visto che i produttori di tali applicazioni sono diversi, ogni libro propone modalità di lettura ed interazione differenti. Il risultato è un’accozzaglia di centinaia di libri (molti dei quali di bassa qualità) indistinguibili per genere. Per ogni libro dovremo aspettarci modalità d’uso differenti, non sempre efficaci.
Per un approccio unitario efficace, Apple dovrebbe muoversi in prima persona. Applicazioni per iPhone come Stanza sono ottime, e dimostrano che i limiti del display possono essere parzialmente superati. Ma solo un’applicazione pensata da Apple, per l’acquisto e la lettura di eBook da un unico luogo, avrebbe la credibilità necessaria ad attirare velocemente i cataloghi dei grandi editori. Puzzerà di monopolio ma è così: iTunes Music Store ha funzionato perché è stato creato dalla stessa azienda che creò iPod. App Store sta funzionando perché è stato creato dalla stessa azienda che ha creato iPhone. In parole più semplici: Apple in passato ci ha fatto conoscere bene i vantaggi dell’integrazione tra hardware e software in un unico produttore. Ora invece stiamo imparando a conoscere i vantaggi dell’integrazione tra hardware, software e servizi.

Questo significa che non vedremo mai un approccio convinto di Apple al mercato eBook? Effettivamente Steve Jobs ha dichiarato più volte uno scarso interesse, ricordando che negli Stati Uniti leggono in pochi, quindi il mercato rischia di essere troppo piccolo per Apple. In realtà i rumor riguardanti contatti diretti con le case editrici si inseguono ormai da anni e Jobs è celebre per la capacità di rimangiarsi la parola (Intel e lo stesso iPhone sono scelte delle quali a suo tempo aveva spergiurato l’impossibilità). Se al MacWorld verrà davvero presentato un iPod Touch con uno schermo più ampio, come si dice, allora sembrerà davvero un dispositivo perfetto per gli eBook. Ma se a questo dispositivo Apple non affiancherà un approccio ragionato al libro digitale, allora Amazon potrà dormire sonni più tranquilli.

[Foto di John Pastor]

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