Il mio nuovo libro: iPhone 3GS

Tornato da un’ennesima giornata senza interruzioni in ufficio, ad accogliermi in quel di Bolladello è stato un ormai familiare scatolone di Hoepli: sono arrivate, fresche fresche di stampa, le prime 10 copie del mio nuovo manuale, iPhone 3GS (e notare con quanto orgoglio ci metto il bold…). Un pochino più corposo del precedente, ma non troppo, iPhone 3GS mi ha fatto capire quante cose siano cambiate in un solo anno. L’innovazione corre, l’importante e non lasciarsi prendere dal fiatone mentre la inseguiamo.

Scatolone aperto in un nanosecondo, pagine sfogliate con un pizzico di incredulità, come se da un momento all’altro il libro dovesse scomparire. E invece è qui, e sarà nelle mani di tante altre persone: so che iPhone 2009, per quanto possa essere considerato un libro “semplice”, un manuale, ha semplificato la vita a molte persone. Con 3GS mi sono sentito in dovere di creare un degno erede, ho provato a migliorarmi ancora, con una cura quasi maniacale: ci tenevo e ci tengo.

Come ogni libro, anche questa è stata un’avventura, nella quale coinvolgo sempre più persone. Senza dimenticare Maurizio, Sara e Silvia di Trio, che mi hanno trascinato in questa impresa sempre più sorprendente.

Non finisce qui, in questi giorni sto curando un nuovo libro con un nuovo autore, ma non voglio svelare ancora nulla. Si tratta di una persona valida, che aggiungerà un tassello importante alla collana Hoepli dedicata a Apple, sempre più bella e seguita dalla community italiana. E non solo per le copertine superchic…

La carica dei Blogtrotter

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C’è una battuta di Nemico Pubblico (film che, per inciso, non mi ha poi entusiasmato) che recita più o meno così:

“Dove sarai domani?”
“Ovunque io  voglia”

Questo è un atteggiamento che non mi sono mai potuto permettere, e che in fondo in fondo mi fa sentire ancora “piccolo”. Proprio oggi è partito in una sorta di beta un nuovo progetto di VareseNews, che in un certo senso mi ha posto nella stessa situazione. Si chiama Blogtrotter, ed è un blog firmato da cinque giovanissimi varesini nel mondo. Storie efficaci e curiose scritte da tante parti del mondo. L’ho letto oggi nella supercomodità del mio “loft” bolladellese e provo un’estrema ammirazione (macchiata di invidia) per chi ha saputo mettersi in gioco e andare dove sentiva di dover essere, magari fin dall’inizio.

I blogger in questione sono Alessandro da Londra, Jacopo da Malaga, Marco da Tokyo, Martina da Norimberga e Mauro da Barcellona. Scriveranno tanto e, presto, li leggeranno in molti. Ne sono certo.

I videoclip debuttano su iTunes Store Italia

videoclip itunes store italiaOggi debutta ufficialmente anche in Italia la sezione di iTunes Store dedicata ai videoclip. A ben quattro anni di distanza dagli Stati Uniti, probabilmente a causa dell’incapacità di trovare accordi con la Siae e gli altri protagonisti del settore.

Il catalogo di videoclip di iTunes Italia non è ancora lontanamente paragonabile a quello di iTunes USA, ma credo possa già rappresentare la risorsa più interessante per contenuti di questo tipo, nel nostro paese. Il videoclip, specialmente per la musica italiana, sembra essere un prodotto in via d’estinzione, se è vero che la generazione Mtv è già sorpassata. Il download digitale, insieme a YouTube, potrebbe ridare linfa a questa forma espressiva (e se vi foste dimenticati videoclip di qualità eccone uno…).

Generalmente i videoclip sono l’antipasto legale per un contenuto ancor più interessante e complesso: le serie televisive. In Italia mancano ancora, ma a questo punto potremmo iniziare ad avere speranze.

Per i miei lettori di iPhone e iPod: l’acquisto di videoclip è identico a quello della musica. La sincronizzazione avviene dal pannello musica che appare in iTunes quando collegate il vostro dispositivo (spuntate la voce dedicata ai videoclip). I videoclip sono perfettamente compatibili con tutti gli iPod attualmente in vendita, escluso ovviamente lo Shuffle.

Per accedere alla nuova sezione fai clic qui, oppure seleziona “Videoclip” dalla voce “Musica” di iTunes Store.

Tutte le promesse di Brunetta…

Dimenticatevele, perché i fondi italiani per la banda larga sono in gran parte saltati. Rimandati a dopo la crisi economica. Ma senza innovazione, come speriamo di uscirne da questa crisi? E poi, come può crescere l’indotto del settore innovazione, senza l’infrastruttura su cui dovrebbe poggiarsi? C’è chi pensa alla banda larga, e chi rimane di strette vedute.

Il rischio concreto: solo i più ricchi saranno privilegiati da una connettività ad alto costo fornita da alcuni tipi di operatori, fino a quando ogni margine di guadagno per un eventuale competitor sarà annullato. A quel punto, forse, arriveranno dei fondi che avvantaggeranno solo i leader di mercato. E qui stiamo parlando del settore della connettività, dove le piccole imprese non esistono. Sul settore dei servizi, le start-up innovative non avranno terreno fertile, non faranno girare l’economia, e proveranno solo a sfornare buone idee. Buone idee delle quali si impadroniranno, anni dopo, quelli che sono già oggi dei leader di mercato “dormienti”.

In fondo, forse, a qualcuno questa connettività accelerata non conviene.

Dipendenza da Internet: dagli allarmismi alle informazioni utili

internet addiction disorderLo IAD, Internet Addiction Disorder, è un disturbo di Internet dipendenza. A seguito dell’apertura di un centro dedicato a questo problema a Roma (già di per sè sospetto, lo IAD non è attualmente riconosciuto dai manuali di pischiatria), ho visto titoli roboanti sui giornali. Ovviamente si parlava di “vizio Facebook” e “abuso MSN”. Come al solito, il vero problema non è il mezzo, né tantomeno il marchio commerciale che lo rappresenta. Il problema è l’uso che si fa di questo strumento. Se i social network diventano una sostanza da assumere, per sopperire all’incapacità di relazionarsi al mondo esterno, il problema non sono loro, ma un conflitto più profondo da ricercare nella mente dell’utente.

Come sempre, su VareseNews, ho provato nel mio piccolo a fare qualcosa di diverso rispetto agli altri. Così ho alzato il telefono è ho parlato con un esperto, il direttore del dipartimento delle dipendenze dell’ASL di Varese, Vincenzo Marino. Con una chiarezza disarmante, credo che Marino spieghi tutto: quando l’uso di Internet non ha un beneficio per la vita, ma la annulla, allora lì abbiamo un problema di internet-dipendenza. Non lanciamo allarmismi ingiustificati: l’ignoranza dei genitori non deve essere terreno fertile per facili sensazionalismi, portatori solo di qualche clic in più.

Ecco il mio articolo.