Dipendenza da Internet: dagli allarmismi alle informazioni utili

internet addiction disorderLo IAD, Internet Addiction Disorder, è un disturbo di Internet dipendenza. A seguito dell’apertura di un centro dedicato a questo problema a Roma (già di per sè sospetto, lo IAD non è attualmente riconosciuto dai manuali di pischiatria), ho visto titoli roboanti sui giornali. Ovviamente si parlava di “vizio Facebook” e “abuso MSN”. Come al solito, il vero problema non è il mezzo, né tantomeno il marchio commerciale che lo rappresenta. Il problema è l’uso che si fa di questo strumento. Se i social network diventano una sostanza da assumere, per sopperire all’incapacità di relazionarsi al mondo esterno, il problema non sono loro, ma un conflitto più profondo da ricercare nella mente dell’utente.

Come sempre, su VareseNews, ho provato nel mio piccolo a fare qualcosa di diverso rispetto agli altri. Così ho alzato il telefono è ho parlato con un esperto, il direttore del dipartimento delle dipendenze dell’ASL di Varese, Vincenzo Marino. Con una chiarezza disarmante, credo che Marino spieghi tutto: quando l’uso di Internet non ha un beneficio per la vita, ma la annulla, allora lì abbiamo un problema di internet-dipendenza. Non lanciamo allarmismi ingiustificati: l’ignoranza dei genitori non deve essere terreno fertile per facili sensazionalismi, portatori solo di qualche clic in più.

Ecco il mio articolo.

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7 commenti su “Dipendenza da Internet: dagli allarmismi alle informazioni utili

  1. Caro Simone: ho letto il tuo articolo sulla netdipendenza, siccome io sono una persona che la ha vissuta sulla propria pelle e ne sta uscendo (anche se è difficile), o meglio: mi sto riappropriando del controllo del computer come strumento e non come fuga dalle situazioni di disagio, perciò mi piacerebbe risponderti con una testimonianza diretta; vorrei potertene parlare mi piacerebbe inviarti una e-mail ho visto il tuo indirizzo su varesenews. Ciao.

  2. OK Simone te la ho girata la mail…si chiama “internet: dalla libertà alla prigione” (ma tante cose le leggi anche nella URL associata al mio nome) ah, precisiamo, non voglio assolutamente fare spam, voglio solo che di questa tematica se ne parli e in modo corretto. Con stima.

  3. Pingback: Non c’è limite al peggio | IAD Killer

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