Tutte le promesse di Brunetta…

Dimenticatevele, perché i fondi italiani per la banda larga sono in gran parte saltati. Rimandati a dopo la crisi economica. Ma senza innovazione, come speriamo di uscirne da questa crisi? E poi, come può crescere l’indotto del settore innovazione, senza l’infrastruttura su cui dovrebbe poggiarsi? C’è chi pensa alla banda larga, e chi rimane di strette vedute.

Il rischio concreto: solo i più ricchi saranno privilegiati da una connettività ad alto costo fornita da alcuni tipi di operatori, fino a quando ogni margine di guadagno per un eventuale competitor sarà annullato. A quel punto, forse, arriveranno dei fondi che avvantaggeranno solo i leader di mercato. E qui stiamo parlando del settore della connettività, dove le piccole imprese non esistono. Sul settore dei servizi, le start-up innovative non avranno terreno fertile, non faranno girare l’economia, e proveranno solo a sfornare buone idee. Buone idee delle quali si impadroniranno, anni dopo, quelli che sono già oggi dei leader di mercato “dormienti”.

In fondo, forse, a qualcuno questa connettività accelerata non conviene.

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5 commenti su “Tutte le promesse di Brunetta…

  1. Siamo di fronte all’ennesimo annuncio fatto dal goveno Berlusconi. L’immagine di uomo dei fatti, si sta piano piano inabissando, per lasciare il posto ad un modo di fare politica che ritengo dannoso, sia per gli italiani sia per la sua maggioranza. Troppe volte si stanno facendo dietro front, su alcuni temi proposti, che magari suscitano anche grande entusiasmo nell’opinione pubblica, ma che poi si rivelano dei veri e propri flop. E’ il momento di realizzare, anche se riconosco, che questo governo, si è dimostrato in alcune circostanze attento ed efficace, ma purtroppo forse sono più le volte che il tutto si riduce a mere dichiarazioni, e a pochi fatti concreti. Questa situazione è sicuramente influenzata, e determinata dalle numerose vicende giudiziarie, gossip, che fanno passare in secondo piano i veri problemi, le vere riforme, in nome del consenso e della notizia con il botto. Cerchiamo di tornare ad una politica seria, con una linea di governo che non sia continuamente stravolta per il piacere di qualcuno, in gioco c’è qualcosa di più grande del risultato delle regionali, in gioco c’è il futuro dell’Italia, che senza un’adeguata piattaforma di riforme, uscirà ancora più dilaniata dalla crisi economica internazionale. Mattia Ventroni

  2. qualche settimana fa si parlò di banda larga e del fatto che paesi come la Finlandia hanno investito su questo per favorire l’economia. poco tempo dopo il Ministro Brunetta aveva promesso che il Governo avrebbe stanziato fondi (800 milioni di euro) proprio per la banda larga. ora ecco la retromarcia: i fondi previsti son stati tagliati. questo è un vero peccato perchè si tratta di uno dei motori dell’innovazione per il Paese, sia per i cittadini che per le imprese,
    a maggior ragione in tempo di crisi, quando investire su Internet può
    voler dire tagliare i costi e rilanciare le attività. di conseguenza si può facilmente intuire quali vantaggi comporta “asfaltare le autostrade digitali” e favorire la navigazione on line sia per scopi privati, che per scopi di impresa, il quale ha la possibilità di aggiornarsi e programmare investimenti con minori costi e con più informazioni. anche l’On. dell’UDC Rao si è esposto sul tema affermando che l’Italia ha proprio bisogno della banda larga, proprio per uscire dalla crisi. spero che il Governo capisca il danno che potrebbe causare un taglio di queste dimensioni e tornare sui suoi passi

  3. @Mattia: al di là del comportamento generale di un Governo, si deve ammettere che la miopia del nostro paese sul tema della tecnologia non ha mai avuto colore politico, purtroppo. Il problema è che in questo periodo di crisi, scelte di questo tipo possono avere effetti ancor più preoccupanti.

  4. Che la banda larga sia un diritto anche degli italiani è scontato. Purtroppo, però, non è altrettanto scontato l’impegno del nostro governo per far sì che la banda larga diventi davvero un diritto per tutti. Concordo sul fatto che sicuramente in Italia esistano molti altri problemi, sicuramente ben più gravi dell’assenza di banda larga, ma un Paese come il nostro, che è in questo momento il 6° Stato più ricco del mondo, non può non disporre in tutto il territorio nazionale di un elemento come la banda larga che è fondamentale per i cittadini come per le aziende. Anche io ho apprezzato molto l’intervento di Rao dell’UDC: “Gran parte dello sviluppo del nostro paese e’ bloccato dal pesante ritardo infrastrutturale: viario e digitale. I paesi piu’ avanzati nel mondo, nei momenti di crisi si impegnano ad ampliare le ‘autostrade digitali’, il nostro governo invece sceglie di bloccare i fondi per la banda larga e condanna l’Italia a una piu’ difficile uscita dalla crisi”. Credo proprio che Rao abbia ragione. Speriamo proprio che il governo cambi idea!

  5. Internet dev’essere una RISORSA, non un PESO. Il Governo non riesce a capirlo, e non vuole investire su questo importante mezzo per la comunicazione. ..Eppure neanche un mese fa si parlava di battere sul tempo l’Europa, di diffondere la banda larga in tutt’Italia,di ricoprire tutto il territorio, perfino i comuni più piccoli e di periferia. E oggi? Soltanto promesse. Beh, penso che uno dei pochi partiti ad aver capito l’importanza di questo mezzo sia l’UDC, e che stia spingendo per una “rivoluzione informatica” di cui, purtroppo, si parla da troppo tempo, ma per cui si fa ancora troppo poco.
    Marta

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