Quando speri che quel mercato non esista

La Miller sta pubblicizzando, negli Stati Uniti, una birra che non fa ingrassare. Si chiama MGD64, 64 come le calorie apportate.

1) Chi cavolo si preoccupa delle calorie prima di bere una birra?

2) Mi contraddico subito: eviterà anche il panciotto gonfio da bevitore incallito?

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iPad Economy

Nel caso non ve ne foste accorti, ma ne dubito fortemente, è uscito l’iPad. Un iPod Touch gigante (ma dobbiamo ammettere che l’interfaccia software è stata rivisitata con attenzione maniacale).

C’è che di questo iPad ne abbiamo iniziato a parlare troppo presto. Tre anni fa devo aver scritto il mio primo post, su Melablog, dedicato ad un fantomatico tablet di Apple. Steve Jobs ne ha rimandati tanti indietro, è noto. Ma quest’ultimo no, a quest’ultimo ha dedicato un keynote intero, definendolo il prodotto più importante della sua vita.

Inutile leggere le recensioni degli esperti. Non dicono niente di utile, nemmeno il bravissimo Walt Mossberg sa essere incisivo. È troppo scomodo parlare a chiare lettere del tablet, oggi. Prova a dire che fallirà, e poi ti rinfacceranno a vita la previsione sbagliata (ne sa qualcosa Rob Malda di Slashdot). Prova a dire che è un successo assicurato, e dovrai arrossire come fai già oggi, ogni volta che senti parlare di Apple Tv.

Dietro iPad c’è un ragionamento, uno studio molto lungo: l’idea è quella di realizzare un prodotto che sappia fare meglio quello che fanno già altri prodotti. Un prodotto più utile di computer e telefonini nel fare un solo qualcosa. Questo qualcosa è l’usufruire dei media: Internet, Videogiochi, Musica, Film, Libri, Giornali (e dici poco…).

Sul navigare in Internet, inizio a crederci. Anche se è difficile pensare a un dispositivo in grado di navigare meglio rispetto a un computer, dato che oggi quasi tutte le pagine Internet vengono realizzate pensando esclusivamente ad un computer. Si tratta però di una questione di tempo: la possibilità di toccare la pagina fa già capire che Internet ha potenzialità molto più alte, quando fra noi e il contenuto non ci saranno più un mouse volante e una tastiera sempre troppo fredda.

Migliore per leggere libri (ma voglio vederlo prima di dirlo, non c’è e-Ink), sfogliare magazine (e questa secondo me sarà la vera sorpresa), ascoltare musica (ma ormai siamo tutti addestrati ad un ascolto fortemente portatile e in cuffietta, vedremo anche qui), a vedere i film e i programmi televisivi (e qui possiamo farci davvero un pensierino).

Il fatto è che questo iPad non è un oggetto fisico, ma un concetto. Sarà più comodo nel fare tutte queste cose, perché sarà in grado di reperirle sempre, in ogni momento. Musica, film, libri, videogiochi, applicazioni, magazine e molto altro, possono essere acquistati direttamente da iPad. Non è un iPod gigante, è un mondo di contenuti sempre a disposizione. È il sostituto finale di un sacco di cose che oggi occupano spazio. È una piattaforma talmente orgogliosa di poter fare tutto, da osare dimensioni più grandi di un minitelefono o un miniPC. Come dire: “Qui hai veramente tutto quello che ti serve, quindi non lamentarti di come mi porterai in giro, ti interesso e troverai il modo”. Ci vuole coraggio, bisogna ammetterlo.

I contenuti. È qui che si gioca tutto. Ma i contenuti dipendono da un fattore quasi imprevedibile: la massa critica.

Se Apple riuscirà ad attirare molti clienti, da subito, allora gli editori correranno. Se correranno ci saranno i contenuti. A quel punto, una volta raggiunta la massa critica, i contenuti aumenteranno esponenzialmente e nascerà il mercato. Solo allora potremo davvero celebrare la nascita di un nuovo dispositivo, quella via di mezzo tra telefono e cellulare tanto cara ad Apple. Apple che, per inciso, sta rischiando non per coraggio ma per un motivo secondo me evidente: è ormai convinta di dover salutare presto (forse prima del previsto) il tanto amato iPod, e deve trovarne un degno sostituto.

Le previsioni sono impossibili perché iPad è, nel senso più buono del termine, vaporware. Specialmente in Italia, dove gran parte di questi contenuti oggi non c’è.

E allora tutti a dire che è solo marketing. Eppure in questo caso il marketing fa bene, eccome. È solo convincendo tante persone dell’utilità di questo prodotto, sulla fiducia e a priori, che possiamo creare un nuovo mercato. Un mercato che, udite udite, potrebbe salvare un paio di mondi, primo fra tutti quello dell’editoria.

Se nessuno avesse creduto a Internet, quando ci potevi leggere qualche centinaio di pagine, quasi tutte in inglese, a velocità lentissime, oggi non saremmo qui. Apple fa bene ad esagerare quando parla del suo tablet: solo così potrà fare la felicità di programmatori, editori, etichette discografiche e tutto l’immenso universo dell’industria dell’entertainment. È tutta questione di comunicazione, di visione, all’inizio. Solo poi ci sarà da godere.