iBooks 2 e iBooks Author: iPad invade le scuole

Il mio professore di filosofia, al liceo, era uno dei migliori professori di filosofia d’Italia. Stessa cosa per il mio professore di storia dell’arte all’Università. Entrambi avevano una cosa in comune: usavano pochissimo i libri di testo, preferendo dettare appunti e delineando un programma su misura per le nostre esigenze. Oggi, vedendo l’annuncio di Apple, penso che di questi tempi la vita dei miei due migliori professori sarebbe ben più facile. A New York, infatti, è stato presentato iBooks Author, un software gratuito per Mac che consentirà a tutti i docenti (ma non solo) di creare libri di testo digitali per iPad con estrema facilità. Basta un copia incolla per trasformare gli appunti in libri, con tanto di figure interattive, slide, grafici e così via. Il docente potrà poi vendere il libro su iBookstore oppure renderlo disponibile a tutti gli studenti, gratuitamente, su iTunes U (U come “University”, che non è più solo una sezione di iTunes ma ora ha un’app a sè stante).

Anche l’applicazione iBooks su iPad è stata completamente ridisegnata, dando molti strumenti in più agli studenti per prendere appunti, collaborare e sottolineare. Apple chiaramente sta facendo leva su un settore in cui è storicamente forte anche per migliorare l’immagine di iPad come e-reader: non è facile da leggere come un Kindle, ma il suo display e il suo software lo rendono una piattaforma molto più versatile, potenzialmente rivoluzionaria nel settore education.

Se le scuole italiane avessero il coraggio di adottare un iPad (o anche un altro tablet) per i propri studenti potremmo decisamente ridurre i costi dell’istruzione, renderla più libera e decisamente più “contemporanea”. Perché nel 2012 gli studenti hanno bisogno di più stimoli rispetto a dieci anni fa. Gli ebook per iPad, inoltre, sono accessibili e ben progettati anche per portatori d’handicap.

Si parlerà sicuramente della chiusura del sistema Apple, della necessità “etica” di adottare sistemi aperti e magari tablet più economici. Mi permetto solo di segnalare che la tecnologia di Apple ha il vantaggio di essere già qui, ben strutturata, con una rete distributiva potente e con una semplicità d’uso che difficilmente troveremo in altri prodotti, almeno oggi. Poi, ovviamente, l’importante è scegliere e agire, perché l’educazione dei ragazzi di oggi non si può decidere tra cinque anni.

iBooks Author è già disponibile gratuitamente su Mac App Store, mentre iBooks 2 è già disponibile in App Store. Nessun grande editore di libri di testo italiani è già sullo store, ma è già possibile scaricare un libro di biologia per provare l’interfaccia.

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WhatsApp e il complottismo

Leggo questo paragrafo di un articolo di Repubblica sulla rimozione di WhatsApp da App Store e, ancora una volta, rabbrividisco per le illazioni gratuite.

D’altra parte, non è la prima volta che Apple blocca la distribuzione di un’applicazione per motivi – a sua detta –  di sicurezza. Anche se in questo caso rimane il dubbio che si tratti dell’ennesimo eccesso di zelo che va a colpire chi, come Whatsapp, garantisce un servizio gratuito (scambio di messaggi fra cellulari senza costi aggiuntivi), concorrenziale a quello di tanti operatori telefonici  come i classici sms, a pagamento.

Presumo che il giornalista autore di questo articolo non ne sappia nulla di iMessage, un sistema sviluppato da Apple che fa proprio la stessa cosa di Whatsapp e sul quale, evidentemente, gli operatori non hanno avuto molto da dire. Aggiungo anche che se questa falla fosse stata imputabile a un servizio Apple il tenore degli articoli sarebbe stato ben diverso, ma sempre a carico di Apple. E per chiudere: WhatsApp è tornata sullo store con un’approvazione in tempi record segno che sì, si voleva solo far sistemare una falla di sicurezza che poteva ledere la privacy degli utenti. Un conto è fare i fanboy, un conto è dire ma non dire con eccessiva leggerezza.

Le migliori app per iPad: Pikappa su Pinterest

Da qualche giorno sto utilizzando con estremo interesse Pinterest, un nuovo social network di cui i siti più “cool” stanno parlando in questi giorni. In effetti i presupposti sono davvero promettenti: si tratta di un sito in cui è possibile creare raccolte di link graficamente accattivanti, perché basate sulle immagini. Così, ad esempio, è possibile tenere aggiornata una lista di piatti tipici, di citazioni, di film e così via.

Se siete interessati alle notizie su iPad ora potete seguire anche il mio board su Pinterest, dove ogni giorno raccoglierò le app più interessati installate sul mio iPad. Sarà un modo carino e veloce di tenersi aggiornati sulle app più interessanti, tirando fuori il meglio dal vostro tablet. Buon divertimento, e se volete suggerirmi qualche app oltre che su Pinterest potete trovarmi su Twitter (@pikappa).

Aspettando Flipboard for Mac

Come sarà Flipboard per Mac? Perché io lo voglio, decisamente. I design delle applicazioni per iPad sono spesso notevolmente superiori a quelli per computer, forse perché l’obbligo di semplificazione ha spinto i designer a progettazioni lineari. Proprio come piaceva a Steve. A Flipboard ci stanno pensando davvero ad un’applicazione per Mac, ma hanno deciso di prendersi tutto il tempo necessario. Intanto qualcuno ha già fatto qualche ipotesi in Photoshop, ma queste cose lasciano il tempo che trovano. Sento la necessita di un ottimo aggregatore di notizie integrato con i social network, non ho ancora trovato nulla di eccezionale. Il migliore, per ora, è Reeder, il mio lettore di RSS di riferimento, ma manca ancora molto della parte social.