Ping me baby, one more time

Non smetterò mai di dirlo, la differenza tra Last.fm e Ping (il nuovo social network di Apple) è molto semplice. Con Last.fm hai l’impressione di ascoltare la radio con gli amici e di condividere opinioni sulla musica. Con Ping ti sembra di camminare con gli amici tra gli scaffali di un negozio di musica. Il risultato finale è uno scarso coinvolgimento dell’utente, nel caso di Ping.

Oggi Apple sembra essersi ravveduta, con un sostanzioso aggiornamento di iTunes che rende più facile condividere su Ping la musica che stiamo effettivamente ascoltando. Che Apple abbia in mente di essere più veloce e reattiva nell’innovare i suoi social network, rispondendo in tempo reale alle esigenze degli utenti? Si spera, perché i social network non si possono innovare tre volte l’anno, a ritmo di keynote… non sono degli iPod. Comunque, per le mie prime impressioni sulla nuova versione di Ping, leggete il mio post su Melablog.

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iPad Economy

Nel caso non ve ne foste accorti, ma ne dubito fortemente, è uscito l’iPad. Un iPod Touch gigante (ma dobbiamo ammettere che l’interfaccia software è stata rivisitata con attenzione maniacale).

C’è che di questo iPad ne abbiamo iniziato a parlare troppo presto. Tre anni fa devo aver scritto il mio primo post, su Melablog, dedicato ad un fantomatico tablet di Apple. Steve Jobs ne ha rimandati tanti indietro, è noto. Ma quest’ultimo no, a quest’ultimo ha dedicato un keynote intero, definendolo il prodotto più importante della sua vita.

Inutile leggere le recensioni degli esperti. Non dicono niente di utile, nemmeno il bravissimo Walt Mossberg sa essere incisivo. È troppo scomodo parlare a chiare lettere del tablet, oggi. Prova a dire che fallirà, e poi ti rinfacceranno a vita la previsione sbagliata (ne sa qualcosa Rob Malda di Slashdot). Prova a dire che è un successo assicurato, e dovrai arrossire come fai già oggi, ogni volta che senti parlare di Apple Tv.

Dietro iPad c’è un ragionamento, uno studio molto lungo: l’idea è quella di realizzare un prodotto che sappia fare meglio quello che fanno già altri prodotti. Un prodotto più utile di computer e telefonini nel fare un solo qualcosa. Questo qualcosa è l’usufruire dei media: Internet, Videogiochi, Musica, Film, Libri, Giornali (e dici poco…).

Sul navigare in Internet, inizio a crederci. Anche se è difficile pensare a un dispositivo in grado di navigare meglio rispetto a un computer, dato che oggi quasi tutte le pagine Internet vengono realizzate pensando esclusivamente ad un computer. Si tratta però di una questione di tempo: la possibilità di toccare la pagina fa già capire che Internet ha potenzialità molto più alte, quando fra noi e il contenuto non ci saranno più un mouse volante e una tastiera sempre troppo fredda.

Migliore per leggere libri (ma voglio vederlo prima di dirlo, non c’è e-Ink), sfogliare magazine (e questa secondo me sarà la vera sorpresa), ascoltare musica (ma ormai siamo tutti addestrati ad un ascolto fortemente portatile e in cuffietta, vedremo anche qui), a vedere i film e i programmi televisivi (e qui possiamo farci davvero un pensierino).

Il fatto è che questo iPad non è un oggetto fisico, ma un concetto. Sarà più comodo nel fare tutte queste cose, perché sarà in grado di reperirle sempre, in ogni momento. Musica, film, libri, videogiochi, applicazioni, magazine e molto altro, possono essere acquistati direttamente da iPad. Non è un iPod gigante, è un mondo di contenuti sempre a disposizione. È il sostituto finale di un sacco di cose che oggi occupano spazio. È una piattaforma talmente orgogliosa di poter fare tutto, da osare dimensioni più grandi di un minitelefono o un miniPC. Come dire: “Qui hai veramente tutto quello che ti serve, quindi non lamentarti di come mi porterai in giro, ti interesso e troverai il modo”. Ci vuole coraggio, bisogna ammetterlo.

I contenuti. È qui che si gioca tutto. Ma i contenuti dipendono da un fattore quasi imprevedibile: la massa critica.

Se Apple riuscirà ad attirare molti clienti, da subito, allora gli editori correranno. Se correranno ci saranno i contenuti. A quel punto, una volta raggiunta la massa critica, i contenuti aumenteranno esponenzialmente e nascerà il mercato. Solo allora potremo davvero celebrare la nascita di un nuovo dispositivo, quella via di mezzo tra telefono e cellulare tanto cara ad Apple. Apple che, per inciso, sta rischiando non per coraggio ma per un motivo secondo me evidente: è ormai convinta di dover salutare presto (forse prima del previsto) il tanto amato iPod, e deve trovarne un degno sostituto.

Le previsioni sono impossibili perché iPad è, nel senso più buono del termine, vaporware. Specialmente in Italia, dove gran parte di questi contenuti oggi non c’è.

E allora tutti a dire che è solo marketing. Eppure in questo caso il marketing fa bene, eccome. È solo convincendo tante persone dell’utilità di questo prodotto, sulla fiducia e a priori, che possiamo creare un nuovo mercato. Un mercato che, udite udite, potrebbe salvare un paio di mondi, primo fra tutti quello dell’editoria.

Se nessuno avesse creduto a Internet, quando ci potevi leggere qualche centinaio di pagine, quasi tutte in inglese, a velocità lentissime, oggi non saremmo qui. Apple fa bene ad esagerare quando parla del suo tablet: solo così potrà fare la felicità di programmatori, editori, etichette discografiche e tutto l’immenso universo dell’industria dell’entertainment. È tutta questione di comunicazione, di visione, all’inizio. Solo poi ci sarà da godere.

I videoclip debuttano su iTunes Store Italia

videoclip itunes store italiaOggi debutta ufficialmente anche in Italia la sezione di iTunes Store dedicata ai videoclip. A ben quattro anni di distanza dagli Stati Uniti, probabilmente a causa dell’incapacità di trovare accordi con la Siae e gli altri protagonisti del settore.

Il catalogo di videoclip di iTunes Italia non è ancora lontanamente paragonabile a quello di iTunes USA, ma credo possa già rappresentare la risorsa più interessante per contenuti di questo tipo, nel nostro paese. Il videoclip, specialmente per la musica italiana, sembra essere un prodotto in via d’estinzione, se è vero che la generazione Mtv è già sorpassata. Il download digitale, insieme a YouTube, potrebbe ridare linfa a questa forma espressiva (e se vi foste dimenticati videoclip di qualità eccone uno…).

Generalmente i videoclip sono l’antipasto legale per un contenuto ancor più interessante e complesso: le serie televisive. In Italia mancano ancora, ma a questo punto potremmo iniziare ad avere speranze.

Per i miei lettori di iPhone e iPod: l’acquisto di videoclip è identico a quello della musica. La sincronizzazione avviene dal pannello musica che appare in iTunes quando collegate il vostro dispositivo (spuntate la voce dedicata ai videoclip). I videoclip sono perfettamente compatibili con tutti gli iPod attualmente in vendita, escluso ovviamente lo Shuffle.

Per accedere alla nuova sezione fai clic qui, oppure seleziona “Videoclip” dalla voce “Musica” di iTunes Store.

Il kit di benvenuto per i dipendenti di un Apple Store

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Quella che vedete è una foto del kit di benvenuto che Apple consegna ai nuovi dipendenti degli Apple Store. Al suo interno, appena aperto, si trova la maglietta da indossare con uno slogan (in questo caso è “Chiedimi tutto.”), un cartiglio con la mission dell’azienda e alcuni adesivi. Il tutto in un packaging in pieno stile Apple. Questo, invece, è il packaging di una proposta di lavoro.

Che dire, io al mio primo colloquio mi sarei accontentato di un caffè :-).

[MacRumors]

Show televisivi su iTunes Store Italia?

Sarà un errore dovuto alla localizzazione europea generica, o su iTunes Store Italia stanno per arrivare alcuni show televisivi? Oggi ho provato a cercare le principali case di produzione di telefilm, e alcune sono rintracciabili. Con una pagina vuota e scritta in tedesco. Ecco cosa ho trovato:

ABC Studios

BBC

Disney Channel

Disney Playhouse

Universal

Warner Bros

Non sono particolarmente fiducioso a causa dell’assenza totale di case di produzione italiane. Ecco dove appaiono le pagine nei risultati di ricerca:

Forse mi sono perso qualcosa

Mi dite un motivo davvero valido che giustifichi l’attesa ansiosa di alcuni utenti Mac per Chrome? Perché non dovrei vedere l’ora di sostituirlo a Safari 4? È solo per il javascript? Non parlo di concorrenza, più alternative abbiamo meglio è, per carità.

Che poi non faccio testo, non ho mai capito nemmeno il senso di Google Desktop su Mac, ma a volte sono di parte, dicono.

I DRM (per la musica) sono un ricordo

L’annuncio più interessante dell’ultimo keynote di Apple è stato messo in coda, come Steve ha insegnato. Dopo aver convinto EMI, più di un anno fa, l’azienda di Cupertino ha persuaso le altre tre etichette musicali (le più importanti) ad abbandonare i DRM. Da oggi la musica acquistata legalmente su Internet potrà essere masterizzata un numero infinito di volte, ascoltata sui dispositivi di qualunque marca e persino modificata o convertita nei nostri formati preferiti. Insomma: “Quel che è mio è mio, e posso farci quel che voglio io”.

Così facendo iTunes Plus diventa il nuovo standard di iTunes Store, ed essendo iTunes Store il negozio più utilizzato per l’acquisto di musica legale, possiamo dire che la vecchia strategia dei DRM è definitivamente morta. Per la musica almeno. Cade così un argomento chiave tra quelli sfruttati dai sostenitori del download di musica su reti P2P. Non era poi così difficile arrivarci. Speriamo si aggiorni anche Maroni, prima che esca fuori con altre ideone.
Per celebrare la morte dei lucchetti digitali, che poi andrà comunque tutta a favore delle etichette, Apple ovviamente ha dovuto mandar giù veleno. Così dopo sei anni cambia anche il sistema dei prezzi fissi su iTunes. Ora i brani non costano tutti 0.99$ ma possono costare 69 centesimi, 99 centesimi e 1.29 €—con molte più canzoni al prezzo di 69 centesimi invece di 1,29 €.
Altra novità: ora si può acquistare musica, allo stesso prezzo, anche su rete cellulare. Così facendo Apple si metterà chiaramente contro i music store dei suoi partner telefonici. Tempi duri per i ben poco competivi store musicali di Vodafone e Tim.

Oh wait, sorry, Steve did die

Anche quest’anno MacRumors sta seguendo, come ogni anno, il keynote di Apple in live blogging. In poche parole loro sono presenti in sala durante la presentazione dei prodotti, facendo un resoconto in diretta minuto per minuto. Quest’anno qualcosa sta andando storto: qualcuno (un ex blogger?) deve essersi inserito nel feed, aggiungendo in diretta notizie false. Cattivo gusto, alla notizia “Steve Jobs died” m’è venuto un colpo.

P.S. Dopo pochi secondi il sito ha chiuso la diretta nella pagina dinamica, passando ad un irragiungibile pagina in vecchio html. Vita difficile per tutti i siti di rumor locali, MacRumor era la fonte più puntuale e affidabile. Rimane l’alternativa Engadget.

Creare un account su iTunes USA (senza spendere un centesimo)

In molti mi hanno chiesto come poter creare un account su iTunes USA senza pagare un centesimo. Effettivamente su iTunes Store USA è possibile scaricare molti contenuti gratuiti di artisti emergenti. E poi, acquistando una iTunes Card su eBay, chi sa bene l’inglese potrà anche scaricarsi serie tv e film.

La creazione di un account USA richiederebbe una carta di credito americana. C’è però un trucchetto facile facile, che non si scrive sui libri perché potrebbe non funzionare da un momento all’altro :-). Eccolo:

  1. Entrate in iTunes Store USA, ovviamente senza login in iTunes Store.
  2. Cercate un’applicazione per iPhone gratuita, una qualunque (non serve un iPhone tranquilli)
  3. Provate a scaricarla e iTunes vi proporrà di fare login o creare un nuovo account.
  4. Create un nuovo account e, come noterete, accanto alle varie opzioni di pagamento c’è anche un preziosissimo “None”, sceglietelo.
  5. Inserite un indirizzo USA farlocco ma credibile.
  6. Done :-).

Ora scaricate subito il nuovo video dei Coldplay…

Apple, i gay e il coraggio delle aziende

In California i repubblicani stanno promuovendo la “Propositon 8”, cioè una proposta di legge per abolire i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Oggi Apple ha pubblicato un comunicato in forte evidenza nella home page del suo sito:

“Apple si oppone pubblicamente alla Proposition 8 e donerà 100.000 $ alla campagna No On 8. Apple è stata una delle prime compagnie californiane ad offrire uguali diritti ai partner dei suoi impiegati che siano o meno dello stesso sesso, e pensiamo che i diritti fondamentali delle persone – incluso il diritto a sposarsi – non debbano essere condizionati dagli orientamenti sessuali. Apple vede questa tematica come un fatto di diritti civili, non un fatto politico, per questo si espone pubblicamente sulla Proposition 8”.

Che dire? Ormai nessuno più si aspetta che un partito politico italiano abbia realmente il coraggio di affrontare e difendere i diritti degli omosessuali. La retorica li affoga, pubblicamente e personalmente. Allo stesso modo, però, mi sembra ancor più improbabile vedere una Fiat o una Kinder affrontare pubblicamente un tema considerato tabù. Eppure proprio questo fa parte del rispetto e del sostegno al benessere di un dipendente. Un concetto che, tra tante belle parole, in questo paese non passa.