Ooops. l’ho fatto di nuovo


A volte quando ti dai allo shopping ossessivo compulsivo non sai quello che fai. Questa mattina, come se mi fossi svegliato da una sbornia, ho controllato cosa ho acquistato all’outlet di Serravalle. Sciarpa e cappello invernale della Sisley: molto belli, ma non so quando li metterò. Maglia della Sergio Tacchini: bel colore, buon acquisto… tanto tra poco scenderà la bora e non potrò più metterla, ma ok mi servirà. Poi la cosa si fa confusa. 


Maschera Skin Care “opacante”: esiste il termine opacante? Profumo al tè rosso (quando fino a ieri vivevo di un acido Ck One). E poi la prova inconfutabile della mia pazzia:
Gel per capelli, all’uva biologica. Ebbene sì, gel all’uva biologica perchè, citando testualmente il sito di Bottega Verde: 
Nella società dell’immagine in cui viviamo oggi anche il look dei capelli è fondamentale. E’ dunque necessario un prodotto capace di fissare e modellare anche le acconciature più ardite. Per dare forma ai vostri capelli in modo facile e “naturale” i Laboratori Bottega Verde hanno formulato un Gel caratterizzato da una nota profumata molto delicata e dotato di un forte effetto fissante.
Mi piace che sia biologico, per carità, ma l’uva non appiccica? Domani lo provo, vi faccio sapere se sarò attaccato da uno sciame d’api…
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di Simone Gambirasio Inviato su regular

Perchè 37?

Accadono cose terribili quando prendi l’influenza. Non solo un raffreddore che non ti lascia dormire e un rincoglionimento che ti porta ad aspettare inerte sulla sponda del fiume. Quello è il minimo. Succede che improvvisamente la tua vita piatta sembra una baraonda. Se fino al giorno prima riscoprivi la bellezza della programmazione di Sky Vivo, nella settimana dell’influenza saltano fuori appuntamenti amorosi, appuntamenti di lavoro, litigi sul lavoro che ti costringono a fare il figo perfettino e certamente una mozione da votare all’Onu. 

Ovviamente l’influenza che capita a me è della razza bastarda, di quelle che non ti fanno venire la febbre ma ti lasciano in quel limbo fatto di fazzolettini di carta, gocce di propoli e spremute d’arancia. Oggi ho provato ad autoconvincermi con la teoria della temperatura inferiore: secondo me non avrò mai la febbre, perché il mio corpo in media è più freddo. E’ possibile? Insomma dobbiamo veramente stare tutti sui 37°? Naah, non ci credo. Orsù, datemi le prove allora. 

di Simone Gambirasio Inviato su regular

Proprio proletario non è

Sarò un aspirante dandyjeek o quello che volete. Ma le magliettine migliori e più originali si trovino sempre sul web. “Abbigliamento Proletario”, un nome decisamente ironico e anticonformista, sembrava una bella neomarca. I nasi rossi sulle figure in stile Che Guevara sono carini, come la comunicazione elegante ed allo stesso tempo “casalinga”. 

Mi piaceva molto. Poi ho scoperto che questa è la marca di Jimmy Fontana, portiere del Toro. Ecco, non so perché ma sono prevenuto davvero, ora mi piace meno.